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Valter Fiorani, di persona, come nelle sue opere, mostra di non aver mai dubitato del carattere autentico della pittura. Egli non è affatto polemico contro il Modernismo e le post-avanguardie perché non si pone neppure il problema della loro esistenza, non ha dubbi sul fatto che la pittura non possa essere sprecata nella gratuità.
Probabilmente si stupisce che ciò che gli sembra naturale oggi sia così alla moda, e che da qualche tempo si sia cominciato a proporlo come una nuova tendenza. Per lui la pittura non ha tendenza, è un linguaggio che consente di esprimere affetti, emozioni, pensieri. L’apparente oggettività della visione, immobile, l’esecuzione impeccabile, sono fattori che richiedono riflessione, che ci fanno, pur lentamente e coscientemente, entrare nel suo cuore.
Le opere di Valter Fiorani sono stati d’animo, sono il prodotto di una mente che ha sottoposto all’egida dell’ideale una passione insaziabile, e con ciò l’ha preservata da ogni volgarità, rendendola, se possibile, ancor più distillata e tormentosa.
Lungo discorso sarebbe quello dell’erotismo in un’arte contemporanea che configura i propri aneliti e le proprie suggestioni esattamente con Fiorani. Con la pittura del passato, è facile. La sensualità di Giorgione; la voracità di Tiziano, gli spasimi di Correggio; l’opulenza di Rubens; il segreto di Rembrandt; l’odore di garçonnier e di postribolo di tutto il settecento… Nella lontananza del mito, prosciugato quindi di dirette implicazioni realistiche, il desiderio è una delle rapsodiche, avvolgenti molle dell’arte che ci sta alle spalle. L’argomento ha una sua importanza. Nella fantasia contemporanea, l’erotismo, inteso come semplice e appagante desiderio dei sensi, è rarissimo. Nel momento in cui perde le garanzie della religione e della cultura classica, l’uomo d’Occidente sembra dimettere il “basico istinto” per la seduzione femminile.
Non è erotico l’Impressionismo, né il Cubismo, né il Futurismo, né la Metafisica, né il Surrealismo, né l’Astrattismo, né l’Informale, né la Pop Art, e tantomeno la pittura più vicina a noi. Quando il sesso entra da protagonista nella creazione come in Klimt, in Schiele o in Dix, lo fa per esprimere torture e tragedie. Ciò che rende così forte e distinto Valter Fiorani è, invece, il suo porsi come avido degustatore di eros naturale senza bisogno di rivolgersi a fantasie ritenute fredde e metodiche, formalisticamente intellettualizzate.
Occorre soppesare l’implacabile plasticità delle modelle dell’artista nato a Faenza e abbandonarsi con cuore libero alla prolungata sensualità con cui si distende il loro ventre, al languore con cui esso si apre nella violenza antropofaga delle cosce, alla maledizione perennemente esogena dei seni, all’energia di un’anca che si inalbera per seduzione e pigri richiami.
Evidentemente, da un paio di secoli l’espressione dell’Eros è più repressa che dichiarata, più tormentosa che felice, più vaneggiata che realizzata in corpore vili. Prendendo atto di un sintomo che è spia certa di malessere, lasciamo ad altri la spiegazione di un mistero che non è stato esattamente identificato neppure dai più celebri psicoanalisti del nostro tempo. Ma assolviamo il grande Fiorani, vivo, sanissimo proprio per la sua impossibilità di essere “normale”: ciò che, quasi sempre, significa scollacciato, cafone e, per ciò stesso, impotente a degustare i più scelti piaceri della vita e della bellezza.

Andrea Diprè







Mentre attorno a noi l’arte degenera, evolvendosi verso forme e tecniche d’avanguardia, Valter Fiorani resta saldamente attaccato ai tradizionali principi della pittura figurativa. Un universo questo, in cui sembra calarsi con introspezione, sommessamente, in punta di piedi. Quasi non volesse disturbare, apparire o mostrare, invece, con quale abile mano riesce a plasmare le sue figure.
Incurante ed impermeabile all’arte sovversiva tanto in voga in questi anni, Fiorani – classe 1953 – dimostra infatti un talento innato nella rappresentazione della figura umana.
La donna, senza dubbio il tema affrontato con maggior impegno, è attentamente osservata nei suoi tratti fisionomici e studiata psicologicamente in profondità.
L’arte erotica, di cui è ricchissima la sua produzione pittorica, non è mai volgare, ma presenta invece una grande dignità, resa da corpi femminili estremamente sensuali, spesso fermati in pose provocanti e allusive ma che sembrano mostrarsi all’osservatore – e a lui solo – con timidezza.
Le sue modelle, salvo poche eccezioni, nascondono il viso; e le immagini “rubate” ai loro corpi sembrano da queste “concesse” in un rapporto intimo, esclusivo, oserei dire “affettuoso”, che si riesce ad instaurare immediatamente osservando ciascuna opera.
I nudi di Fiorani riescono a farti compagnia, a farti sentire meno solo. L’impressione che si ha, davanti ad un suo disegno, è quello di un incontro tra due sconosciuti, su una spiaggia in pieno inverno, in assoluta solitudine, dove due sguardi si incrociano quasi ad implorare un amore che, invece, non hanno entrambi il coraggio di chiedere.
Tra le varie opere, sono da segnalare anche alcune nature morte, che sembrano trasmettere gli stessi sentimenti dei nudi e rappresentano quasi un preludio al loro incontro.

A differenza di molti pseudo-artisti, che pur di salire su palcoscenici importanti propongono pseudo-ricerche finalizzate solo a far parlare subito di sè, Fiorani lavora in silenzio, con calma e dedizione, forte di un percorso artistico che lo ha accompagnato più o meno per tutta la vita.
Egli infatti è un artista completo, capace di applicare le sue doti nel disegno anche in campi più “concreti”, come la grafica ed il design.
Valter Fiorani vanta infatti nel proprio curriculum anche numerose opere grafiche, collaborazioni con studi pubblicitari, e, da segnalare, la creazione di tantissimi loghi e marchi aziendali.
Questi ultimi meritano una nota particolare, in quanto Fiorani è riuscito, come solo pochi sanno fare, a carpire completamente l’essenza di un’azienda, ente o servizio, ritrasmettendola all’osservatore filtrata da elementi grafici puliti ed essenziali.

Il sito di Valter Fiorani è una piccola porta che conduce dritti sul suo tavolo da disegno, che ti mostra uno ad uno alcuni tra i tanti lavori fatti in questi anni, con la stessa calma e la stessa pazienza con cui l’artista parla del proprio lavoro.

Auguriamo a Valter che questa piccola porta accolga tantissimi curiosi e, in un universo per fortuna democratico, obbiettivo e ancora incorruttibile come il Web, dove chi vale può ancora sperare di salire alla ribalta; siamo sicuri che farà ben parlare di sé.

Simone Romani

www.simoneromani.com




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